Ottobre - Dicembre 2006 |
Dee Jay Nick's Newsletter |
Se avete sperato che nella nuova Finanziaria 2007 sia incluso anche l’abbattimento
dell’IVA sui CD, DVD ed affini, vi dovete ricredere: la tanto paventata riduzione
promessa dall’attuale Governo in periodo pre-elettorale dal 20% al 4% di questa
imposta non è stata nemmeno presa in considerazione. Un deputato (tra l'altro di centro-sinistra…) ha pure aperto un sito (www.abbassalamusica.it) dove si può firmare una petizione on-line, ma sembra che le buone intenzioni dei nostri governanti si fermino lì. Come a dire: "Noi l'idea l'abbiamo avuta, ma sono poi sorte difficoltà pratiche che hanno portato all'abbandono prematuro ed incondizionato della proposta". Tradotto: chi ce lo fa fare di scontare il 16 per cento di tasse agli Italiani su di un prodotto che, nonostante le Case Discografiche affermino il contrario, bene o male vende lo stesso? E se la vendita di CD "nudi e crudi" è sostanzialmente stabile, in crescita sono i DVD, le suonerie per i cellulari e la vendita di brani musicali on-line. Tutto ovviamente tassato al 20%. Rimane comunque un'anomalia tutta italiana il fatto che gli "allegati" alle riviste (siano essi CD, DVD, borse, radio, automobili o carri armati…) sono tassati con l'aliquota del 4% riservata alle pubblicazioni editoriali con cui vengono venduti. Niente di nuovo anche per la gestione dei diritti d'autore in forma elettronica: la SIAE mantiene il monopolio assoluto sui famigerati "bollini" che sembra intenzionata a riconoscere come l'unico mezzo per definire la legalità di un supporto fonografico, sia esso digitale che analogico. Sotto quest'ottica retrograda e protezionista, vi comunico che TUTTI i lettori MP3 in circolazione, gli iPod, i CD pieni zeppi di MP3, gli HD-player e quant'altro non possieda il "bollino" è fuori legge e sarà confiscato e distrutto pubblicamente… Sarebbe auspicabile che la nostra SIAE (fondata negli anni 30 e probabilmente restata al fonografo a tromba…) rivedesse le proprie posizioni e cominciasse a gestire in maniera digitale i propri (giusti) diritti, come peraltro già fanno all'estero. Alcune settimane fa, mi è giunta un'e-mail dal direttore marketing di una nota casa discografica: mi si rinfacciava il fatto di "aver falsato la realtà" e di "fornire notizie false e tendenziose" ad un "fortunatamente ridotto numero d'utenti internet". Mi spiace dire che questa persona (pur non conoscendola se non attraverso la radio; non posso ovviamente rivelare chi è, ma qualche indizio ve lo do: Sanremo, Gialappa's band…) mi era sembrata molto simpatica e preparata. Mi sono dovuto purtroppo ricredere e devo ribadire punto per punto alle sue accuse: 1 - La realtà non la falso ma la riporto, "la verità, mi fa male, lo sai", cantava negli anni 60 quella che ora è diventata una Sua collega… 2 - Le "notizie false e tendenziose" non me le invento: sono sui giornali, in televisione e su Internet a disposizione di tutti quelli che… 3 - …non possono leggere le mie newsletter poiché il mio è un piccolo sito (e qui Lei ha ragione…), ma chi mi segue non ha fortunatamente le classiche fette di salame davanti agli occhi… Ciliegina sulla torta, l'e-mail finisce con "… anche perché i miei artisti, al contrario di lei, la differenza tra un Do diesis ed un Re bemolle la conoscono benissimo!". Il riferimento è ad una mia vecchia newsletter di settembre 2004: andatela a rileggere in caso di necessità… Beh, all'epoca mi scrissero in molti per farmi notare questa cosa ed ovviamente risposi che "l'apparente errore" era voluto per sottolineare il contesto del discorso. Comunque sia, Le rispondo che i Suoi artisti certamente conoscono la differenza tra un Do-# ed un Re-b; ma Lei probabilmente no, visto che in entrambi i casi si tratta della stessa nota… Speriamo che sotto Natale anche i direttori marketing siano più buoni e non si arrabbino per avergli risposto pubblicamente… d'altronde, come diceva H. Handel: "La verità è sempre quella che tutti riescono a vedere". Auguri anche a Voi, come sempre sinceri e "veri"… alla prossima! DEE JAY NICK |