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La mia newsletter di luglio-agosto riguardante la nuova legge sul diritto d'autore, deve aver provocato una accesa reazione, considerando la valanga di e-mail che mi avete inviato!
Anche se ho cercato di rispondere a tutti, vediamo di riassumere le domande più frequenti che mi avete posto, rispondendovi in modo più puntuale ed appropriato.

- Facendo una copia digitale per USO PERSONALE di un CD regolarmente acquistato, "aggirando" le protezioni anticopia, commetto un reato?
Ebbene sì, il legislatore (accogliendo le richieste delle Case discografiche), all'articolo 72/6 ha espressamente reso illegale la copia ottenuta per via digitale eludendo le eventuali protezioni presenti nel CD originale.
L'unico sistema per essere in "regola" è di effettuare tale copia per via analogica (con ovvio degrado della qualità...).

- Possiedo molti CD pirata, che mi copiano amici oppure compro dai "vu cumprà" ed ovviamente non ho gli originali, cosa rischio se me li trovano?
Fino a pochi mesi fa, l'unica sanzione era il sequestro dei CD tarocchi;  se invece li utilizzavi per pubblica esecuzione, li rivendevi, noleggiavi ecc. era prevista la denuncia e quindi una sanzione penale.
Ora, con le nuove norme, chiunque viene "scoperto" con CD copiati senza possederne anche l'originale, rischia una multa di 103 euro per ogni copia trovata in suo possesso.

- Faccio abitualmente una copia dei CD che acquisto per poterli ascoltare in macchina senza correre il rischio di danneggiare l'originale. Ma se vengo beccato, come faccio a dimostrare che a casa ho l'originale?

L'unico sistema che attualmente esiste è quello di portarsi dietro anche l'originale.... Lo so, è un controsenso ma con la legge attualmente in vigore è così....   In pratica,  potete farvi una copia per uso personale di ciò che avete comprato, ma poi non la potete usare.....

- Acquisto regolarmente CD-R dati per archiviare (in formato video CD) i film delle mie vacanze, compleanni ecc. e per trasferire dati dal computer di casa a quello dell'ufficio. Da alcuni mesi, i prezzi di tali CD sono raddoppiati; mi hanno detto che è per via dei "diritti d'autore": ma  che cosa è successo?
Le nuove norme hanno imposto anche sui CD-R (e DVD-R) per uso "computer", una "tassa" a mò di parziale indennizzo per i mancati guadagni (di SIAE e Case discografiche) dovuti all'espandersi della prateria e della duplicazione casalinga.

E proprio da quest'ultimo punto, nasce lo spunto (perdonate il gioco di parole...) per l'approfondimento di questo mese: non si capisce il motivo per il quale dovremo essere noi a pagare (seppure in minima misura) la politica demenziale con cui le major si sono praticamente scavate la fossa, spendendo quantità industriali di vecchie lire per la produzione/promozione di dischi orrendi e quindi invendibili (perchè per ogni sciaquetta e/o cialtrone senza talento che ottengono un qualche successo ce ne sono decine di altri che non vanno da nessuna parte, ma che costano...  eccome se costano!).
E la SIAE? Ma davvero pensate che alla SIAE importi qualcosa degli artisti, specie se "piccoli"? Il loro unico obiettivo è che nelle loro casse entri quanto più denaro possibile, in modo che ne traggano il loro tornaconto e che quelli che sono già ricchi diventino ancora più ricchi. La cosa più ridicola di tutte, però, è che questi signori giustifichino le loro assurde pretese - ritenute purtroppo fondate dai signori che noi abbiamo mandato in Parlamento - con la necessità di combattere la pirateria: la criminalità organizzata, che gestisce il business dei CD"tarocchi", se ne strafotte degli aumenti, visto che i CD-R li acquista all'ingrosso all'estero.
Chi va a toccare allora questo brillante e vampiresco provvedimento?
1) - Chi usa i CD-R per lavoro e non masterizza musica.
2) - Chi masterizza musica legalmente (cioè la ormai famosa "copia per uso personale").
3) - Chi masterizza musica "illegalmente" ma è comunque un appassionato che di sicuro compra un mucchio di CD "veri" e altrettanto di sicuro non  potrebbe comprarne di più (lo stipendio medio degli Italiani non è certo quello dei dirigenti di Case discografiche e SIAE, ne tantomeno quello dei nostri Parlamentari....).
Certo, in definitiva, si tratta di mezzo euro in più per ogni CD-R, ma il punto è un altro: è senza dubbio una legge iniqua.  E' come se, ad esempio, le associazioni dei baristi chiedessero al Governo di introdurre una tassa supplementare su ogni pacchetto di caffè venduto, perchè per ogni persona che il caffè se lo prepara a casa, loro ne ricevono un danno.....
Lo ripeterò fino alla noia: noi non diventeremo mai dei pirati; ma corsari, quello sì....  Alla prossima.


                                                                                                                                 DEE JAY NICK
Dee Jay Nick
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Settembre / Ottobre 2003