Settembre 2001 |
Dee Jay Nick Newsletter |
"Teach your childre well" (-educaate bene i vostri figli-): non so chi di voi ricorda questa canzone di Crosby,
Still & Nash; forse però vi ricorderete dell'esatto contrario "We don't need
no education" (-non vogliamo nessuna educazione-) dei Pink Floyd. Cosa centri tutto questo con l'argomento del mese è presto detto: avete mai notato che quasi tutti i ragazzi al primo "serio" approccio con il mondo delle sette note - quelli cioè, di età compresa tra i dodici ed i sedici anni - non si curano minimamente del supporto grazie al quale le canzoni arrivano alle proprie orecchie? In pratica, non fanno distinzione tra CD acquistati in negozio e copie pirata, cassette di qualità pietosa registrate dalla radio - con la testa e/o coda del brano coperte dalle idiozie del conduttore di turno - e file MP3 scaricati da internet, sottraendo alla musica il valore "aggiunto" conferitole da accessori che solo i superficiali possono ritenere poco rilevanti quali le note e le immagini di copertina, le trascrizioni dei testi e quant'altro l'autore abbia voluto legare al suo prodotto. Mi si dirà che da uno come me, che fa musica commerciale (nel senso più bieco del termine...) certe dichiarazioni appaiono fuori luogo...., ma se è sacrosanto che la musica è (e deve rimanere) il nucleo attorno al quale far ruotare tutto il resto, è anche vero che certi "optional" contribuiscono spesso a valorizzarla sotto il profilo artistico e a sottolinearne lo spessore in senso lato. Per capirci: un file MP3, una cassetta "home-made" o un CD tarocco, sono solo mezzi per ascoltare, quasi sempre male, determinate informazioni sonore, mentre un CD ufficiale (ovviamente rispondente ai "requisiti" di cui sopra...), è lo strumento tramite il quale quelli stessi dati acquistano dignità superiore. E se è vero che anche i ragazzi degli anni '50 e '60 buttavano via le copertine dei 45 giri per conservare i dischi nei raccoglitori (anche allora erano in parecchi a vendere la musica soltanto come forma di entertainment), è anche vero che nei decenni successivi - e non soltanto perchè i singoli hanno lasciato il posto agli splendidi album in vinile racchiusi in buste cartonate - tale interpretazione fosse riduttiva, imponendo gli Elvis Presley, i Jerry Lee Lewis, i Chuck Berry, i Ray Charles o i James Brown - e poi i Beatles, i Rolling Stones, gli Animals ed i Pink Floyd - come rappresentanti della Cultura (con la "C" maiuscola, naturalmente) della loro epoca. E' ovvio che le puttanate giovanilistiche di Maz "883" Pezzali o le lagnose romanticherie di Laura Pausini Cultura (o cultura) non lo saranno neppure nel 2100 (si parlerà caso mai di fenomeni di costume, come TopoGigio o Sbirulino...), ma il "messaggio" di questo sproloquio è - o vorrebbe essere - chiaro: educate bene i vostri ragazzi - "teach your childen well" appunto - a considerare la musica come qualcosa di bello e di profondo, da vivere nel modo più "completo" possibile. Anche Pezzali, anche la Pausini, anche i Lunapop. Perchè tra trent'anni, quando gli adolescenti di oggi saranno genitori, dovrebbero comunque avere in qualche scatolone qualcosa da mostrare con orgoglio o imbarazzo ai loro figli. E allora persino un abomimevole CD dei Gazosa avrà più fascino di un vecchio hard-disk colmo di anonimi file MP3, magari semi-divorati da chissà quale avido virus. E per questo mese è tutto... Aspetto, come al solito, le vostre opinioni in merito al solito indirizzo e-mail. Ci risentiamo in ottobre. Ciao a tutti. DEE JAY NICK |