Luglio - Settembre 2006 |
Dee Jay Nick Newsletter |
La vendita di brani musicali in rete, è l'unica voce in attivo che le case discografiche
vantano di avere. iTunes Music Store di Apple (che con oltre un miliardo di canzoni vendute è il più grosso negozio di musica on-line del mondo), insieme agli altri negozi virtuali da cui si può scaricare legalmente musica, hanno fatto registrare un incremento di vendite del duecento per cento in poco meno di due anni. E questo nonostante l'acquisto di pezzi musicali su questi siti non sia particolarmente conveniente per l'utente finale: una "hit" infatti costa circa un euro e se si sommano i costi del tempo di connessione per scaricare un intero album ed il prezzo di un CD vergine, si arriva tranquillamente a 15 euro per ogni LP. D'accordo, un CD acquistato in negozio ne costa venti, ma almeno contiene il libretto con le foto, i testi eccetera e, "last but not least", il disco è stampato e non correte il rischio di buttarlo se lo lasciate alla luce del sole… Ma c'è anche un altro problema per coloro che utilizzano iTunes e si chiama AAC: cioè il formato proprietario con cui Apple codifica i brani musicali e che viene supportato soltanto dai suoi lettori iPod. Come se non bastasse, i files AAC integrano al loro interno anche la protezione DRM (Digital Right Management), cioè il sistema per impedire la copia per via digitale di quel brano. Tradotto in parole povere, significa che i pezzi scaricati (e pagati…) da iTunes Music Store, possono essere riprodotti solamente dai lettori prodotti dalla stessa Apple: nessun altro lettore MP3 in commercio supporta il formato AAC e l'unico sistema per trasformare i files AAC in MP3 è quello di masterizzare un CD audio e poi riconvertirlo in MP3. Le cose non vanno meglio se anziché usare iTunes, vi rivolgete a MSN Music Store di Microsoft (che vanta il secondo posto nella classifica dei negozi di musica on-line): i brani codificati WMA (e quindi protetti anche loro dal sistema DRM) sono supportati solo da pochi lettori portatili e per convertirli dovete sempre masterizzare un CD per poi estrarre gli MP3… Ovviamente non sto a discutere della perdita di qualità derivata dalla doppia conversione di cui sopra: AAC, WMA e MP3 sono sistemi di compressione che inevitabilmente non sono paragonabili con l'originale a codifica lineare (cioè il brano registrato sul CD "originale"), ma è il principio che è aberrante: le case discografiche vogliono combattere la pirateria e mettono barriere incomprensibili all'uso delle canzoni regolarmente pagate. Sia ben chiaro: l'acquisto di brani in rete, non ci da il diritto di copiarli a tutto spiano per i nostri amici, ne tanto meno quello di metterli in rete nei circuiti peer-to-peer, ma la copia per uso personale (per il lettore MP3 "da passeggio", per l'autoradio, lo stereo del salotto…) ci viene concessa dalla legge! Sembra che in questo mondo ognuno pensi solo ai propri interessi, che inevitabilmente poi coincidono quasi sempre con la parola "guadagno"… E pensare che sarebbe bastato evolvere lo standard MP3 inserendo una ragionevole gestione dei diritti d'autore per evitare queste paradossali situazioni. Così i clienti onesti che comprano musica in rete, stanchi di fare la figura dei fessi con gli amici, cominceranno anche loro a scaricare brani illegalmente. In barba alle case discografiche che si sono auto-create questa paradossale situazione e con buona pace degli artisti che avrebbero, giustamente, diritto ai loro compensi. Buone vacanze. DEE JAY NICK |