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Dee Jay Nick
Newsletter
Maggio - Giugno 2003
Speravo che i sistemi di protezione dalla copia che alcune case discografiche avevano cominciato ad applicare l'anno scorso (vedi la mia newsletter di luglio-agosto 2002), fossero stati un caso isolato e poco rappresentativo; destinati pertanto ad essere presto abbondonati a causa della loro irragionevole ragione di esitere.....
Ma purtroppo mi sbagliavo: voi stessi mi inviate e-mail di protesta e richieste di chiarimenti sull'argomento, per cui sono "costretto" a tornare su questa spinosa questione.

Sembra infatti che TUTTE le Majors, abbiano implemantato un sistema di anti-copia digitale sui CD di nuova uscita.
Ne esistono di vario tipo, e funzionano tutti sul principio di introdurre errori di lettura dei dati, che vengono corretti (teoricamente...) dai lettori audio, ma che fanno "andare in palla" i CD-ROM player.
I più usati si chiamano "Key2Audio" usato da Sony Music e "Cactus Data Shield" utilizzato da EMI e BMG.
I CD protetti da quest'ultimo sistema, risultano induplicabili anche per i registratori CD consumer.
In pratica le case discografiche ci vogliono vietare una cosa che invece la legge ci consente: CREARE UNA COPIA PER USO PERSONALE DI UN CD CHE ABBIAMO ACQUISTATO.

I discografici si difendono, dicendo che così si argina il fenomeno della duplicazione casalinga, che rappresenta il 30% delle copie pirata in circolazione.
Nel "mondo" digitale però, non esiste niente di "sicuro".... un sistema di codifica, ha implicitamente anche un corrispondente sistema di decodifica..... ai veri pirati, quelli che sfruttano gli extracomunitari per vendere i CD tarocchi agli angoli delle strade, bastano pochi minuti per aggirare TUTTE le protezioni e sfornare migliaia di copie perfettamente uguali all'originale e.... SENZA PIU' IL SISTEMA "COPY PROTECT".
E credetemi, cari discografici, QUELLI sono i veri responsabili della Vostra crisi, NON il ragazzino che copia il CD di Robbie Williams della sorella per ascoltarlo con il Walkman™ mentre va a scuola!!!!
E a nulla serve alzare il prezzo dei CD vergini per "arginare le perdite" imponendo royalties aggiuntive: i signori di cui sopra, importano clandestinamente dai paesi orientali milioni di CD-R senza pagare un centesimo di tasse!!!

A proposito di tasse: da questo mese, comprare CD vergini e masterizzatori, costerà di più; infatti è stata prevista una addizzionale del 3% sul loro prezzo di vendita che andrà diviso tra tutte le case discografiche per "compensare" le perdite dovute alla pirateria
In pratica da ora pagherete i diritti d'autore anche sulle Vostre foto delle vacanze, sulle Vostre lettere scritte con Word, sui Vostri files personali eccetera....
E come se non bastasse, sono pure aumentate le multe se Vi beccano con un CD tarocco comprato dal vu-cumprà di turno.....

Lo ripeto ormai da mesi, io sono sempre stato contro la pirateria, e continuerò ad esserlo; comprerò i CD originali anche se protetti, ma ve lo ribadisco: non è con questi palliativi che si risolve il problema.
Bisogna ABBASSARE I PREZZI: 20 euro, sono TROPPI  per un CD!
Guarda caso, le vendite dei titoli che invece vengono fatti pagare sotto i 10€ sono in aumento....
E lo Stato dovrebbe abbassare l'IVA dal 20 al 4% sui dischi, usando cioè la stessa aliquota riservata ai libri.
Solo così al consumatore verrebbe voglia di scegliere il prodotto "originale", con i vantaggi che ne derivano: una bella confezione, un CD stampato e non registrato (magari male...); insomma quel "valore aggiunto" che si aspetta di avere pagando "qualcosina" in più....
Ma se le cose invece continueranno ad andare avanti così come adesso - penalizzando sempre più chi i dischi originali li acquista - quando le vendite scenderanno ulteriormente, le Majors non potranno far altro che recitare il mea culpa, con buona pace di chi (e credetemi, sono in tanti) la pensa come me.

Arrivederci.

                 
                                                                                      DEE JAY NICK