Marzo - Aprile 2005
Dee Jay Nick
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Nei mesi scorsi era agonizzante, poi quest'inverno le sue condizioni si sono aggravate ed ora è in prognosi riservata.
Il "paziente" in questione è quella musica che comunemente viene definita "da discoteca" ma che a seconda del genere prende il nome di "Commercial","House","Techno" e chi più ne ha più ne metta, ma che inequivocabilmente è la MIA e la VOSTRA musica. Quella che noi DJ ci divertiamo a selezionare e mixare e che voi ascoltate e ballate.
Sembrava che la masterizzazione casalinga, la pirateria ed i download selvaggi l'avessero toccata solo in minima parte, ma non era così: le piccole etichette che sfornavano brani di successo a ritmo mensile sono in crisi e le Majors se non sono certe di un sicuro ritorno economico si rifiutano di pubblicare dischi "al buio".

In giro si sentono solo campionamenti e rifacimenti di pezzi degli anni settanta (la vera "Disco", appunto…) e le uniche novità provengono da oltreoceano o dall'Inghilterra.
I produttori nostrani, che negli anni ottanta avevano iniziato il fenomeno della "Italo Disco"  riscuotendo enormi successi in tutto il mondo, sono ai ferri corti: accerchiati dal "caro CD" (e dall'ancor più "caro vinile", intendendo "caro" come costo per l'acquirente, ovviamente…) e dalla disponibilità in rete delle canzoni "disco" ancora prima che escano negli ormai pochi negozi specializzati.
E la tecnologia non li aiuta nemmeno: gli ultimi modelli di CD player per DJ leggono anche gli MP3 ed i  sistemi computerizzati di mixaggio (usando hard disk e simili come supporto) stanno facendo la loro comparsa anche nelle discoteche.

Tralasciando il fattore "legalità" che tali sistemi comportano (ovvero, è legale venderli ma non usarli…. come al solito….), ci si chiede: quale sarà la strada da percorrere per restare a galla?
Alcune Case Discografiche ci stanno provando, offrendo compilation "for DJs" su CD a prezzo ridotto, ma purtroppo escono sul mercato troppo in ritardo rispetto ai brani che contengono: questo gap è inevitabile ma a volte i pezzi contenuti sono già "suonati" da un paio di mesi (magari tramite MP3 pirata, ma a chi frequenta le discoteche, ovviamente questo non lo sa e nemmeno gliene importa….).
Altre, molto più intelligentemente propongono il CD single a prezzo ridotto: questa scelta secondo me è la più azzeccata poiché il DJ acquista un prodotto originale (e quindi utilizzabile a piacimento) al GIUSTO prezzo (ci sono delle label che fanno pagare un CD singolo otto euro: ma siamo pazzi???).

La medicina per risolvere questa situazione di stallo è quella solita: abbassare i prezzi di vendita dei supporti originali; è inammissibile chiedere otto euro per un vinile stampato in Italia e sette per un CD con UNA sola canzone!!! Quando ho iniziato a giocherellare con i dischi (fine anni ottanta) un mix costava settemila lire ed un LP il doppio!!! E non sono passati secoli, ma quindici anni, ed ora la tecnologia permette di realizzare a cento quello che allora costava duecento!!!
Di certo so che le mie resteranno parole al vento, disperse tra i bit  ed i bytes di quel mare che è Internet, coperte ed annullate dal "business" discografico che mira solo ai profitti… come sempre….

E per concludere, last but not least, vi informo che da metà maggio è in vigore la nuova legge sui prodotti contraffatti: chi viene trovato in fragranza di reato ad acquistare CD pirata (ma anche borse, occhiali, abbigliamento ecc. ) viene punito con una sanzione minima di 3.333 euro. Uomo avvisato…..

E stavolta e davvero tutto: alla prossima.

                                                                                                                     DEE JAY NICK